La SEO è morta: 10 falsi miti sulla SEO

Non lo so se questa frase “La SEO è ormai morta” sia un mito di per sé oppure se è uno dei tanti articoli che circolano sulla rete, scritti giusto per attirare qualche visualizzazione.

Fatto sta che in giro se ne leggono tante. E cosa è vero e cosa è falso è difficile da capire.

Ma sicuramente, no, la SEO non è morta!

E così come questo, ho trovato altre 10 false verità sulla SEO che ti elenco qui di seguito.

1. La densità delle parole chiave migliora notevolmente il posizionamento del mio sito.

E’ vero le parole chiave sono importanti, ma non esagerare mai!

Usarle accuratamente e frequentemente va bene, ma no inseguire una percentuale esatta di parole chiave nel testo di una pagina. Ma poi qual è questa “percentuale esatta”?

Ecco perché è dannoso usare tante, troppe Keywords nella pagina.

Innanzitutto, Google in realtà suggerisce usare invece una cosa chiamata TF-IDF, la Term Frequency-Inverse Document Frequency.

In pratica la TF definisce la densità (frequenza) per misurare l’importanza di un termine rispetto ad un documento o ad una collezione di documenti. Tale funzione aumenta proporzionalmente al numero di volte che il termine è contenuto nel documento, ma cresce in maniera inversamente proporzionale con la frequenza del termine nella collezione.

L’idea è di dare più importanza ai termini che compaiono nel documento, ma che in generale sono poco frequenti rispetto al resto del web.

Quindi, se aumenti le parole chiave specifiche a un livello insolito per un argomento o inizi a utilizzare troppi avverbi, Google percepisce che il tuo sito è stato manipolato e non ti premia più con ranking più alto.

In secondo luogo, Google riconosce i sinonimi e altre varianti del linguaggio. Direi anche che in questo è migliorato nel corso degli anni.

A metà degli anni 2000, era estremamente efficace mantenere la densità delle parole chiave intorno al 5,5% per la maggior parte delle frasi relative agli acquisti.

Queste tattiche non funzionano più. Almeno, non in modo così semplice. Questo perché Google fa un lavoro costante nel tentare di riconoscere i modelli di linguaggio più naturale possibile.


2. Le reazioni sui Social determinano un aumento del ranking.

Dall’inizio del 2010, ogni blog indicizzato su un motore di ricerca è stato spalmato anche sui post sui social.

In teoria, questi post sono stati misurati anche da Google, dal numero di follower alla tua mera scelta del filtro Instagram.

Prima si pensava che solo Google Plus potesse incidere sul ranking e quindi tutti si sono creati un blog su questo social. Oggi non c’è più, ma ci sono tanti link al tuo blog.

La SEO è fatta anche da tanti Link Building, come lo sono tutti i link ai tuoi articoli dai social media oppure le condivisioni sui social dei tuoi post che rimandano al tuo sito. Per questo i social media hanno un impatto diretto o indiretto sulla SEO.

La popolarità sui Social media è connessa alla popolarità di quel link, non dall’essere o meno un influencer. Anzi è con la condivisione che lo si diventa!


3. I link non contano

Gary Illyles di Google ci ricorda 10 volte all’anno che il PageRank è ancora uno dei fattori fondamentali della SEO.

PageRank è in effetti costruito con link e link building. E infatti è questo che ha reso Google così popolare e anche così difficile da scalare, a parte il contenuto.

Quindi i link sono il miglior input che Google ha per capire quanto sia popolare qualcosa sul web.

Finché c’è una rete, sarà così.


4. Il contenuto non conta.

Se i link sono lo strumento migliore che ha Google per misurare l’autorità sul web, il contenuto è il miglior strumento di misura per la rilevanza.

Il contenuto è quello che usi per trovare qualcosa su Google. I link dicono a Google quanto posizionare in alto quella pagina.

Non posso pensare a quanto sia controverso leggere “il contenuto è morto” o “i link sono morti”, quando questi sono ancora i due più importanti mantra dei motori di ricerca.

Il motivo per cui si è diffuso questo falso mito è che oggi chiunque faccia un sito web, deve anche dire di saperlo ottimizzare per i motori di ricerca e quindi la fa facile. Ma se non si è bravi nel creare contenuto di valore, allora cercheranno di venderti link a pagamento. Ma il problema sai qual è? Che se ti concentri solo sui backlinks, stai trascurando il tuo obiettivo finale: venire trovati online da un essere umano.

Se non ci sono contenuti, i visitatori devono essenzialmente guidarsi da soli attraverso il processo di vendita, senza link per aiutarli a prendere una decisione. E se non c’è nulla che li aiuti a spostarli verso una vendita, probabilmente non la faranno.”


Maddy Osman, SEO Content Strategist, The Blogsmith

5. La SEO si fa una volta e basta.

Per la maggior parte delle web agencies la SEO è una best practise: “fai così e ti troveranno tutti” oppure “segui queste 10 dritte e stai apposto”. Va bene se stai costruendo un sito internet nuovo e devi lanciarlo. Ma poi non è tutto fatto!

La SEO è un investimento a lungo termine. Oggi sei al primo posto, ok, ma domani qualcuno ti scalzerà, perché hai a disposizione 10 o 100 di migliaia di varianti di parole chiave e se qualcuno fa meglio di te in Google, non è solo perché è più bravo o è venuto dopo.

Ci sono equazioni matematiche in gioco. E tu hai un’influenza virtuale su ognuna di esse in tutte le sue variabili.


6. Solo la 1a posizione su Google conta.

In molti studi asseriscono che è vero che la 1a posizione organica (non a pagamento) attrae il 35% dei click e così a scendere per il 15%, al 10%, fino al 2% per il fondo della pagina 1.

Inoltre il 3%-4% dei click va a Google ads.

Ci sono alcuni strumenti per i brand che li aiutano ad apportare semplici miglioramenti, ad esempio assicurandosi che il tuo motore per le recensioni possa mostrare le stelle per i prodotti. Quindi attenzione alle recensioni!


7. Comprare 20,000 backlinks a $10 funziona.

In realtà più è semplice ottenere un link, peggio è. In parte perché il PageRank funziona così, ma più ci sono link su una oagina, meno valore essi hanno.

C’è anche un’altra versione dietro questo falso mito. Se hai comprato backlink in massa hai visto chi altro li ha presi dallo stesso sito?

Google li chiama “free-for-all (FFA)” . E ha ragione e io non vorrei vedere il mio brand affianco di altri milioni di persone.


8. Usare Google Adwords aumenterà il tuo ranking.

Lo sento dire da tantissime agenzie di marketing, ma non è vero e lo dice Big G!

Va bene se il tuo sito appare già nelle ricerche organiche, ma tieni conto che il Click-through rate è un fattore controverso per ottenere un miglior ranking. Inoltre non ci sono prove che dimostrino che Google Ads migliora il posizionamento nelle ricerche.

Una cosa possono fare però le pubblicità a pagamento ed è aiutarti ad identificare meglio le keywords per cui vuoi indirizzare il tuo target, ma le campagne non aumentano automaticamente il tuo posizionamento online.


9. L’approccio Mobile-first è irrelevante.

Nel 2015 Google ha reso noto che, per la prima volta, il numero di ricerche effettuate da dispositivi mobili è maggiore di quelle da computer fissi. L’approccio Mobile First si configura come una come strategia specifica: il dispositivo mobile viene prima di tutto sia per quanto riguarda la configurazione, sia per quanto riguarda l’usabilità e la performance.

Molti non capiscono l’importanza, pensando che richieda molta più esperienza sui dispositivi mobili. Ma che senso ha nascondere media queries da un sito che funzionano su mobile, quando ormai tutti noi leggiamo articoli e blog da cellulare?

E’ ovvio che le visite calano.


10. La SEO non funziona.

No, no, la SEO funziona!

Lo sai perché molti dicono che la SEO è morta e non funziona? Perchè pensano che dopo un mese o due riescono ad arrivare primi con una sfilza di parole chiave e se non ce la fanno, allora la SEO non funziona.

Oppure scaricano plugn pensando che facciano tutto loro e poi? La SEO non funziona!

Ottimizzare un sito per i motori di ricerca è questione di giornate di lavoro, aggiornamenti e miglioramenti nei contenuti.

Google Ads costa. Certo, se lo paragoni a campagne sui social, è vero che costa meno. Ma in termini di ritorno, quale campagna genera più profitto?

La SEO si evolve

La SEO si evolve e con essa devi evolverti anche tu.

Un altro consiglio che posso darti è “Ascolta Google”. Informati sul blog, Youtube e i corsi che offre Big G. Del resto, chi meglio di lui può dirti come ottimizzare un sito per i motori di ricerca?

Continua a sperimentare, poi aspetta qualche mese per monitorare i risultati e valuta se migliora il posizionamento. Inoltre ascoltare l’esperienza di altri non ti farà male. Magari altri tuoi colleghi hanno provato cose a cui non avevi pensato per attirare traffico!

Infine se non sei un asso in quest’attività o ti annoia, affidati ad un professionista serio, con esperienza nella SEO che faccia quest’attività da anni.

Se hai un eCommerce, forse potrebbe interessarti la mia Guida alla Seo per eCommerce

Beh, ci sarebbero ancora tante cose da dire, ma rischierei di concludere l’articolo il mese prossimo 🙂 per questo andiamo dritti alla pratica.
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A presto,

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