Smart working in Italia: il nostro paese è veramente pronto per il lavoro smart?

Quando lo smart working in Italia torna utile alle piccole-medie imprese

Con l’emergenza Coronavirus ho letto su tanti articoli trattare di Smart working in Italia come se fosse una nuova scoperta o l’antidoto a periodi di assenza forzata sul posto di lavoro.

Oltre al fatto che per la prima volta al tg ho sentito parole come “telelavoro” e “lavoro in remoto”.

Il mio primo pensiero è stato: “Però, siamo nel 2020 e in Italia per avere la possibilità di lavorare da casa (come se questo poi fosse un lusso che pochi si possono permettere), bisogna trovare un pretesto veramente valido, che attenti alla salute della collettività”.

Come se, improvvisamente, ora il Coronavirus fosse una scusa valida per far lavorare le persone da casa e scoprirne tutti i benefici, come per esempio una maggior produttività, concentrazione, risparmio di costi sia per il lavoratore che per l’imprenditore.

Che poi non è solo un virus che attacca alla nostra salute. Non si parla mai del male più grande che può causare lo stress eccessivo, ovvero l' esaurimento e addirittura il burnout.

Non sono questi forse dei buoni motivi per far entrare nelle aziende italiane un po' più di flessibilità?

Quella volta che ho proposto in azienda di lavorare da casa...

Non tutti però sono propensi allo smart working: si sta spesso da soli, ci sono altri tipi di distrazioni (tv, faccende domestiche, ad esempio).

Fatto sta che parlare di smart working in Italia, specie tra le piccole-medie imprese a conduzione familiare, si fa ancora fatica e concedere il lusso ad un dipendente di lavorare da casa, senza il controllo del titolare, sembra essere un'idea troppo futuristica.

Anche io ho lavorato in azienda per 7 anni, prima di prendere la strada del lavoro autonomo.

L’idea di spostare il lavoro dall'ufficio alle mura domestiche era qualcosa fuori dalla nostra portata. Quando qualcuno proponeva questa soluzione, per venire incontro alle necessità aziendali e migliorare la produttività, la risposta dei titolari era sempre negativa, ma la motivazione principale era “io come so che stai lavorando veramente?”. Una risposta da brivido, ma che, sono sicura, è comune a tante realtà medio piccole italiane.

Sempre durante la mia vita in azienda, c’è stato un altro episodio singolare, quando a seguito di un incendio, era stata dichiarata inagibile una parte degli uffici.

Stavo conoscendo l’attività di Assistente Virtuale proprio in quel periodo e proposi al titolare la possibilità di lavorare da casa. Accettò solo dopo essersi assicurato che avessi avuto gli strumenti idonei, ovvero il CRM e il programma per creare offerte, ordini, fatture.

Ebbene in un giorno a casa, riuscii a svolgere attività che in un ufficio grigio e senza luce (vivo al sud Italia) avrei impiegato 3 giorni almeno a completare.

Lavorare da remoto oggi

Quando ho preso la strada del lavoro in proprio, come assistente virtuale, le aziende presso le quali proponevo i miei servizi di gestione amministrativa, contabilità e back office, non erano poi così diverse. Ho trovato tanta diffidenza, tanti imprenditori che prima di affidarti qualsiasi mansione, devono guardarti faccia a faccia e vedere chi sei. Capisco che è importante vedere la persona alla quale stai affidando un bene prezioso, come la tua azienda, per la quale hai speso tante energie. Per questo quando qualche potenziale cliente me lo chiede, sono sempre disponibile ad andarlo a trovare, se vicino, o tramite Skype.

Questo probabilmente è uno dei motivi per cui lo smart working in Italia è ancora una strada poco praticata dalle piccole medie imprese. Anzi lo è solo in casi di estrema emergenza.

Oggi con il mio lavoro a distanza, ringrazio gli imprenditori che scelgono di fidarsi e affidarsi a me, seppur a distanza. All'inizio c'è bisogno di un periodo di rodaggio, anche l'imprenditore deve prendere dimestichezza con il lato virtuale del lavoro. Ma ti assicuro che una volta che la macchina è partita, non tornano mai indietro. Si rendono conto del risparmio di costi: non devono assumere, non devono pagare per me i contributi, pagano solo per le ore di lavoro che occupano e che teniamo costantemente monitorate.

Hai di fianco una persona motivata, già con esperienza, e che può anche consigliarti nel caso fossi in un momento di scarsa lucidità.

E poi, il lavoro che svolgo, lo vedi giorno dopo giorno. Altrimenti con me non lavoreresti più!

Per concludere questo mio piccolo sfogo, io auguro a questo paese, il mio paese, di riuscire ad approfondire e scoprire i reali benefici offerti dallo smart working, non solo in caso di emergenza, ma nella realtà del lavoro giornaliero.

Ciao, sono Floriana e offro servizi di assistenza amministrativa e commerciale a piccoli imprenditori, ecommerce e liberi professionisti.

Gestire la parte amministrativa e commerciale di un biz potrebbe rivelarsi stressante e complicata quando si sta crescendo. La mia esperienza in azienda come back office amministrativa, mi permette di darti una mano per non farti sfociare nel caos.

So cosa funziona e come organizzarlo: dalla preparazione delle offerte alla gestione delle fatture, passando per la gestione delle spedizioni.

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